EMDR: cos’è, come funziona e quando è utile per il trattamento del trauma

Cos’è l’EMDR

L’EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing) è un approccio psicoterapeutico utilizzato per il trattamento del trauma psicologico e di esperienze emotivamente disturbanti.

Questo metodo permette di riattivare il naturale sistema di elaborazione delle informazioni, che può bloccarsi quando viviamo eventi particolarmente stressanti o traumatici.

Di fronte a un trauma, infatti, il nostro organismo entra in uno stato di allerta: aumentano i livelli di cortisolo e adrenalina, e si altera l’equilibrio del sistema nervoso. In queste condizioni, il ricordo dell’evento può rimanere “bloccato”, conservando intatte emozioni, pensieri e sensazioni corporee disturbanti.

 

Che cos’è un trauma psicologico

 

Il trauma è un’esperienza che mette la persona di fronte a una minaccia per la propria integrità fisica o psicologica.

Può trattarsi di eventi gravi, come:

  • incidenti

  • lutti

  • abusi

  • disastri naturali

(maiuscola “T”)

Oppure di esperienze meno evidenti ma ripetute nel tempo, come:

  • trascuratezza

  • mancanza di cura

  • umiliazioni

  • relazioni disfunzionali

(minuscola “t”)

In entrambi i casi, ciò che rende traumatico un evento è la modalità con cui viene vissuto: qualcosa che arriva “troppo, troppo in fretta” o “per troppo tempo”, superando le capacità di adattamento della persona.

Dopo un trauma, il sistema di auto-protezione può rimanere in uno stato di allerta costante, come se il pericolo fosse ancora presente. Alcuni stimoli possono riattivare il ricordo, riportando emozioni e sensazioni intense.

 

Come funziona l’EMDR

 

L’EMDR si focalizza sul ricordo dell’esperienza traumatica che ha contribuito allo sviluppo del disagio.

Attraverso la stimolazione bilaterale — che può avvenire tramite movimenti oculari, tapping o suoni alternati — viene riattivato il sistema di elaborazione delle informazioni.

Durante il lavoro terapeutico, la persona porta l’attenzione su:

  • immagini legate al ricordo

  • pensieri

  • emozioni

  • sensazioni corporee

L’obiettivo non è analizzare o interpretare, ma osservare ciò che emerge, permettendo al cervello di rielaborare spontaneamente l’esperienza.

Progressivamente, il ricordo:

  • perde la sua carica emotiva disturbante

  • viene integrato nella memoria

  • viene percepito come appartenente al passato

 

Come si svolge un percorso EMDR

 

Il percorso EMDR inizia con una fase di valutazione e raccolta anamnestica.

Successivamente:

  1. si individua il target, cioè il ricordo su cui lavorare

  2. si costruiscono risorse di stabilizzazione (come il “posto al sicuro”)

  3. si avvia la rielaborazione tramite stimolazione bilaterale

Durante le sedute, la persona è invitata a osservare ciò che emerge, come se guardasse un paesaggio in movimento, senza giudizio.

Non esistono risposte giuste o sbagliate: ciò che conta è riportare l’esperienza interna così come si presenta.

 

A chi è rivolto l’EMDR

 

L’EMDR è stato inizialmente sviluppato per il Disturbo Post Traumatico da Stress, ma oggi viene utilizzato in molte condizioni, tra cui:

  • disturbi d’ansia

  • attacchi di panico

  • fobie

  • depressione

  • difficoltà relazionali

  • eventi di vita stressanti

Può essere utile anche per lavorare su esperienze legate all’infanzia, come:

  • conflitti

  • separazioni

  • vissuti di umiliazione

In generale, è indicato quando un ricordo continua a influenzare il presente, attivando emozioni intense o pensieri negativi su di sé.

 

Elaborare il trauma per ritrovare equilibrio

 

Attraverso l’EMDR, il ricordo traumatico non viene cancellato, ma trasformato.

L’esperienza viene integrata nella storia personale, perdendo la sua capacità di attivare sofferenza nel presente.

Questo permette alla persona di:

  • ridurre il disagio emotivo

  • sviluppare nuove risorse

  • ritrovare un senso di sicurezza e stabilità.

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Articolo di:

Dott.ssa Valentina MentaPsicologa e psicoterapeuta