Cosa si nasconde dietro un DCA: comprendere i disturbi alimentari oltre il cibo

“Ma dai mangia, sei così magr*”,
“Ma scusa mangi tutto quel cibo?”,
“Sbaglio o sei ingrassat*?”

A molti di noi è capitato, almeno una volta nella vita, di ricevere commenti di questo tipo. Spesso restano semplici osservazioni poco gradite, ma in altri casi possono attivare pensieri profondamente disfunzionali, influenzando la percezione di sé e contribuendo a trasformare il rapporto con il cibo in qualcosa di complesso e conflittuale.

 

Disturbi alimentari: non sono capricci né mancanza di volontà

 

È fondamentale sfatare un mito ancora molto diffuso: i Disturbi del Comportamento Alimentare (DCA) non hanno nulla a che vedere con la forza di volontà o con “capricci”.

Si tratta di condizioni psicologiche complesse, caratterizzate da un rapporto disfunzionale con il cibo, accompagnato da una forte preoccupazione per il peso e per l’immagine corporea.

Per comprendere davvero cosa si nasconde dietro un DCA, può essere utile utilizzare una metafora: quella dell’iceberg.

 

Il cibo è solo la punta dell’iceberg

 

Il comportamento alimentare visibile rappresenta solo una piccola parte del problema.

Sotto la superficie si trovano:

  • emozioni difficili da riconoscere o esprimere

  • insicurezze profonde

  • vissuti relazionali complessi

  • esperienze personali significative

Il cibo diventa così un modo per gestire, controllare o esprimere qualcosa che è molto più difficile da affrontare direttamente.

 

DCA e autostima: il bisogno di approvazione e il timore del giudizio

 

Chi soffre di un disturbo alimentare vive spesso un forte conflitto interno.

Da un lato, il timore di essere criticato, dall’altro il bisogno costante di essere approvato. Questo può portare a una sensazione persistente di:

  • inadeguatezza

  • insicurezza

  • difficoltà nel definire il proprio valore personale

Molto spesso il valore di sé viene misurato attraverso il confronto con gli altri.

Pensieri come:

  • “Sono capace o non sono capace?”

  • “Devo essere sempre perfett*”

  • “Non devo mai sbagliare o arrabbiarmi”

diventano centrali e influenzano profondamente il comportamento e l’immagine di sé.

 

Perfezione, controllo e confronto negli disturbi alimentari

 

Un aspetto frequente nei DCA è la ricerca di un’immagine di perfezione.

Le persone tendono a:

  • confrontarsi costantemente con gli altri

  • valutarsi sulla base dei risultati

  • interpretare il comportamento altrui come misura del proprio valore

Questo meccanismo alimenta un circolo vizioso in cui il controllo sul cibo diventa un tentativo di controllare anche il proprio senso di identità e di adeguatezza.

 

Il ruolo della terapia nei disturbi alimentari

 

L’inizio di un percorso terapeutico può essere particolarmente delicato.

Chi soffre di un DCA può temere che il confronto con il terapeuta lo faccia sentire:

  • “fallito”

  • “sbagliato”

  • “non abbastanza”

Per questo motivo è fondamentale costruire una relazione terapeutica basata sulla fiducia, che non sia né giudicante né semplicemente approvante.

 

Comprendere i DCA per prendersi cura della persona

 

I disturbi alimentari non riguardano solo il cibo, ma la persona nella sua totalità.

Comprendere cosa si nasconde dietro un DCA significa andare oltre ciò che è visibile e riconoscere la complessità delle esperienze emotive e relazionali che lo sostengono.

Solo attraverso questo sguardo è possibile costruire un percorso di cura che favorisca un cambiamento profondo e duraturo.

 

Articolo di:

dott.ssa Claudia Zaccaria Psicologa e psicoterapeuta