Valutazione DSA: quando farla e come funziona la diagnosi dei disturbi dell’apprendimento

Vedere il proprio figlio impegnarsi molto nei compiti, ma continuare a incontrare difficoltà nella lettura, nella scrittura o nel calcolo, può generare molta preoccupazione nei genitori.

Spesso ci si chiede se si tratti semplicemente di una fase di sviluppo, di poca concentrazione o se serva solo più tempo per imparare. Quando però le difficoltà persistono e la frustrazione a scuola aumenta, può essere utile considerare una valutazione per Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA).

La valutazione DSA non è un’etichetta, ma un percorso che permette di comprendere meglio lo stile di apprendimento del bambino e individuare gli strumenti più adatti per aiutarlo.

 

Quando è utile fare una valutazione DSA

Il sospetto di un possibile disturbo specifico dell’apprendimento nasce spesso dalle osservazioni quotidiane di genitori e insegnanti.

Alcuni segnali che possono indicare la necessità di una valutazione sono:

  • difficoltà persistenti nella lettura
  • errori frequenti nella scrittura
  • fatica nel calcolo
  • tempi molto lunghi per svolgere i compiti
  • calo dell’autostima o rifiuto delle attività scolastiche

Secondo la normativa italiana, il percorso diagnostico può iniziare:

  • dalla fine della seconda classe della scuola primaria per dislessia, disgrafia e disortografia
  • dalla fine della terza classe della scuola primaria per la discalculia

In molti casi la richiesta di valutazione nasce su suggerimento degli insegnanti o del pediatra.

 

A chi rivolgersi per una diagnosi di DSA

La diagnosi di DSA viene effettuata da un’équipe multidisciplinare composta da professionisti con competenze diverse.

Generalmente il team include:

  • Neuropsichiatra infantile
  • Psicologo
  • Logopedista

È possibile rivolgersi a:

  • strutture pubbliche
  • centri privati accreditati, che possono rilasciare certificazioni con valore legale per la scuola.

 

Come funziona la valutazione dei disturbi specifici dell’apprendimento

 

La valutazione DSA non consiste in un singolo test, ma in un percorso strutturato che coinvolge sia il bambino sia i genitori.

Il percorso inizia con un colloquio con i genitori, durante il quale viene raccolta la storia del bambino e vengono approfondite le difficoltà osservate nel percorso scolastico. Questa fase prende il nome di anamnesi.

Successivamente il bambino svolge alcuni incontri di valutazione durante i quali vengono analizzati:

  • il funzionamento cognitivo generale
  • gli apprendimenti scolastici
  • eventuali aspetti emotivi legati alla scuola

Un requisito fondamentale per la diagnosi di DSA è che l’efficienza intellettiva sia nella norma.

Durante la valutazione vengono inoltre somministrate prove specifiche per analizzare:

  • lettura (velocità e correttezza)
  • scrittura (ortografia e grafia)
  • calcolo

Se necessario, possono essere valutate anche altre abilità cognitive come attenzione e memoria.

 

Quali test vengono utilizzati nella valutazione DSA

 

Per effettuare una diagnosi accurata vengono utilizzati test standardizzati riconosciuti a livello clinico.

Tra gli strumenti più utilizzati ci sono:

  • prove MT-3 per lettura e comprensione
  • DDE-2 per la valutazione della scrittura
  • BDE-2 per la valutazione delle abilità matematiche

Questi strumenti permettono di definire sia la diagnosi clinica (il tipo di disturbo) sia la diagnosi funzionale, che descrive come funziona il bambino, evidenziando punti di forza e aree di difficoltà.

 

A cosa serve la diagnosi di DSA

 

La diagnosi di disturbo specifico dell’apprendimento rappresenta spesso un punto di svolta nel percorso scolastico del bambino.

Serve infatti a:

Restituire autostima

Il bambino comprende che le sue difficoltà non dipendono da mancanza di impegno, ma da un diverso modo di apprendere.

Attivare il PDP a scuola

La scuola può predisporre un Piano Didattico Personalizzato (PDP) con strategie educative adatte alle sue caratteristiche.

Utilizzare strumenti compensativi

Gli strumenti compensativi sono supporti che facilitano l’apprendimento senza semplificare i contenuti. Tra questi troviamo:

  • sintesi vocale
  • calcolatrice
  • programmi di videoscrittura con correttore ortografico
  • mappe concettuali
  • formulari e tabelle

Applicare misure dispensative

Le misure dispensative permettono di evitare alcune prestazioni particolarmente difficoltose, come:

  • leggere ad alta voce testi lunghi
  • svolgere un numero eccessivo di esercizi
  • completare verifiche in tempi troppo brevi

Queste misure aiutano lo studente a lavorare con meno fatica, mantenendo gli stessi obiettivi educativi dei compagni.

 

Perché la valutazione DSA è importante

 

La valutazione dei disturbi specifici dell’apprendimento rappresenta un vero e proprio atto di cura.

Permette infatti di:

  • comprendere il funzionamento del bambino
  • prevenire il disagio emotivo
  • ridurre il rischio di demotivazione e abbandono scolastico
  • garantire il diritto di apprendere nel modo più adatto alle proprie caratteristiche.

Quando il percorso scolastico viene adattato alle reali modalità di apprendimento del bambino, diventa possibile costruire un’esperienza di studio più serena, efficace e rispettosa delle sue potenzialità.

 

Articolo di:

Dott.ssa Francesca GiulianiPsicologa